In uno dei post precedenti,
http://diegomariapoggi.blogspot.com/2011/04/perche-italia-dei-valori.html
ho già provato a fornire alcune motivazioni serie sul perché votare ITALIA DEI VALORI.
Recentemente un amico mi ha rimproverato perché mi "promuovo" troppo poco, gioco troppo "per la squadra" e chiedo poco di votare per me! Allora forse è il caso di rimediare...
E' il caso di votare DIEGO POGGI perché ne capisco di leggi e di economia, due materie cruciali per essere un buon consigliere comunale, vigilare bene sull'operato della giunta (amica o nemica che sia) ed essere voce e sentinella dei cittadini comuni!
E' il caso di votare DIEGO POGGI perché nel mio lavoro credo di aver sempre dimostrato serietà e professionalità e intendo mantenerle al servizio di tutti i torinesi e non solo dei clienti del mio studio.
E' il caso di votare DIEGO POGGI perché così eleggerete un consigliere disposto a studiare ogni problema in maniera precisa e approfondita, senza dare soluzioni improvvisate o approssimative.
Poi può essere il caso di votare DIEGO POGGI per dimostrare a tutti che si può meritare (e ottenere) successo politico anche senza avere "sponsors" illustri; senza cioè dover dire grazie a qualcuno in particolare per la propria elezione. Io voglio poter dire grazie alla cittadinanza intera, perché sarò chiamato a essere un buon consigliere anche per chi non mi avrà votato.
Infine votate DIEGO POGGI per uscire -comunque vada- contenti ed entusiasti dal Vostro seggio elettorale il 15-16 maggio prossimi. Avrete infatti votato per il meglio, vale a dire scegliendo "al rialzo" e non "al ribasso", scegliendo "per convinzione" anziché -che cosa triste!- "per esclusione".
Votando DIEGO POGGI farete eleggere un consigliere comunale che ascolterà ognuno di Voi e che cercherà di imparare da ogni errore che mi farete notare!
Ma di preciso...cosa pensa DIEGO POGGI? e che cosa vuole per TORINO?
La risposta...nelle prossime puntate!
CONSIGLIO DI LETTURA:
LE DUE GUERRE, di Giancarlo Caselli; Melampo Editore, 2009.
Una risposta sul perché lo Stato ha sconfitto il terrorismo e non la mafia, degno completamento del saggio "Il ritorno del principe" di Scarpinato. Attraverso i ricordi della sua intensa vita professionale, Giancarlo Caselli ci guida nell'indagine di come si combattono -quotidianamente- i fenomeni criminali di portata storica e diffusa. Meglio che altrove si capisce qui come -a differenza del terrorismo- la mafia ha saputo sopravvivere approfittando della connivenza di pezzi di Stato. Forse perché il terrorismo non portava voti e la mafia sì? Buona lettura!
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