Sono nato a Torino il 5 luglio 1976; qui ho sempre vissuto, abitando in Via Bianzé, poi in Corso
Tassoni, Corso Vittorio, Corso Trapani, Corso Racconigi.
Persone, luoghi, libri e incontri hanno formato la mia personalità.
Avevo 11 anni quando ho conosciuto, avendola come insegnante di Lettere alla scuola media, la
professoressa Carla Ferrari, vedova del procuratore Bruno Caccia, la prima di tanti ottimi maestri;
esempio di fedeltà incrollabile per la legalità, nonostante questa le avesse strappato l’affetto più
caro.
Ho conseguito il diploma di Maturità al Liceo Classico Cavour nell'estate 1995; a quell’epoca
risalgono le mie ultime campagne elettorali personali: autunno 1993 e 1994, al termine delle quali
fui eletto rappresentante degli Studenti in Consiglio d’Istituto. Conservo ricordi stupendi di anni
intensi di studio e di impegno, con un pizzico di orgoglio: aver realizzato il primo “annuario
scolastico” del Liceo Cavour, con tutte le foto di classe in bianco e nero, nell’anno 1993/94.
Al 1993 risale un altro incontro cruciale, quello con Piero Ottaviano, sacerdote salesiano e
fondatore di Didaskaleion, centro di evangelizzazione e catechesi per adulti.
A lui devo l’incontro più profondo e sentito con la fede cristiana, fino ad allora praticata senza
troppa convinzione e oggi –al contrario- mia stella polare e speranza di vita.
Ancora oggi continuo a tenere quei corsi (di impostazione storica) insieme ai collaboratori che gli
sono succeduti dopo la sua morte improvvisa nell'agosto 2005; solo due mesi dopo aver celebrato il
mio matrimonio con Manuela.
Mi sono Laureato in Giurisprudenza all'Università di Torino nel febbraio 2000, con una tesi in
diritto penale societario ed il massimo dei voti. Per ironia della sorte, il reato di cui mi ero occupato
fu uno dei primi ad essere pressoché abolito dal governo Berlusconi insediatosi nel 2001.
Due anni prima avevo visto il film e poi letto il libro “un eroe borghese", la storia della
liquidazione della Banca Privata di Michele Sindona, da parte dell’avvocato Giorgio Ambrosoli. Da
lì un’altra spinta verso l’impegno nella legalità, sempre felicemente coltivato anche grazie ai miei
genitori Lorenzo e Maddalena, le cui vite al servizio della giurisdizione e della scuola mi hanno
riempito di esempi eccellenti. I loro e quelli di tanti loro amici: Giancarlo, Franco, Luigi, Laura,
Paola, Cate, Rita…
Ho conosciuto mia moglie sul treno Torino-Milano, seguendo un corso di perfezionamento postuniversitario,
che ha indirizzato la mia pratica professionale verso il diritto civile.
Dal dicembre 2003 sono avvocato iscritto all'albo dell'Ordine Forense in Torino.
Nel lavoro ho la quotidiana ambizione di offrire un servizio legale di alto livello ad ogni persona
che si rivolga al mio studio, a prescindere dalle possibilità economiche; questo io intendo per
“democrazia nella giurisdizione”: una giurisdizione veramente accessibile a tutti e capace di
rispondere alle giuste istanze dei cittadini, a qualunque strato sociale essi appartengano.
Questa consapevolezza fa sì che il buon funzionamento della giustizia sia per me un obiettivo
essenziale da perseguire. Per questo però non bastano eccellenti avvocati, magistrati e impiegati:
occorre una politica all'altezza e da qui il mio impegno in “Italia dei Valori”.
Ho trovato in Italia dei Valori un partito ancora in parte da costruire, con i pregi e i difetti di tante
organizzazioni umane, con una missione chiara e con l'affascinante prospettiva di costruire “dalla
base” un'ampia e seria proposta per il Paese.
Mi sono iscritto a IDV dopo aver ascoltato il coraggioso discorso di Massimo Donadi contro
l’allora ministro della giustizia (!) Clemente Mastella nel gennaio 2008: lì ho percepito che quello
che tutti chiamavano “il partito di Di Pietro”, si stava riempiendo di persone impegnate e
competenti.
Ho così iniziato a collaborare nelle attività di raccolta delle firme referendarie contro le leggivergogna
dell’attuale governo, e mi sono speso in prima persona per organizzare periodici incontri
tematici di formazione politica e confronto tra gli attivisti del partito e gli eletti a cariche
istituzionali.
Sono stato tra i delegati al congresso nazionale di Roma nel febbraio 2010 e al congresso regionale
di ottobre 2010 sono stato designato dall’assemblea come componente del Collegio Regionale di
Garanzia per il Piemonte.
Completano il panorama dei miei interessi l'economia, la storia, la finanza e la geopolitica, che
coltivo con la lettura di molti libri, il mio shopping preferito.
Per questo motivo ho scelto come gadget elettorale il segnalibro; un oggetto dedicato a coloro
che amano leggere, informarsi, studiare, approfondire e che serve a ripartire dal punto in cui ci si
era fermati.
Oggi dobbiamo ripartire dopo avere meditato su quanto è stato sbagliato, senza mai rassegnarci alla
mediocrità che ha governato l’Italia negli ultimi anni.
Affronto questa campagna elettorale con il sogno di far uscire l’elettore dalla cabina con il sorriso e
la serenità dati dall’aver potuto scegliere per il meglio e non per il “meno peggio”.
Non vedrete manifesti con il mio “faccione” sui muri. Sarete raggiunti solo dall’entusiasmo delle
persone contente di conoscermi e di potermi votare per il consiglio comunale della propria città.
Una campagna elettorale con poca carta e pochi costi, perché la politica non sia rovinata dal denaro.
Un ultimo pregio (ma anche un difetto, a seconda dei punti di vista...): sono tifoso del Toro, che mi fa sentire parte di una storia sportiva unica e mi insegna a non aver paura delle sconfitte.
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