mercoledì 2 novembre 2011

Io sto con i Greci.

La Grecia è una cavia. Il mondo guarda a quel che succede lì, perché da lì dipende il futuro della finanza internazionale e di molta politica.
La Grecia è circa un sesto dell’Italia, ma ha molti tratti in comune, sia come composizione demografica (oltre il 20% di ultrasessantenni, non più del 15% di Under15, natalità e aspettativa di vita identiche), sia come tenore di vita della popolazione (il PIL pro capite, per quanto indicatore approssimativo, è circa 9 in Grecia contro 10 in Italia). La Grecia è come l’Italia diviso 6: 11 milioni di abitanti contro 60, 300 miliardi di dollari di PIL contro 1800 e così via.
Una grossa differenza sta nella distribuzione e nella densità di popolazione della capitale. Atene è più popolata di Roma e questo ci fa intuire lo squilibrio: ad Atene vive il 30% dei greci, a Roma vive meno del 5% degli italiani. Atene da sola è (quasi) la Grecia…Roma (da sola) non è l’Italia.
Un’altra notevole differenza è che mentre l’Italia ha una bilancia dei pagamenti sostanzialmente in equilibrio (esporta quasi quanti importa), la Grecia è in deficit: importa più di quello che esporta. Anche se le spese militari hanno un peso notevole (e le armi sono acquistate principalmente dalla Germania), strutturalmente l’economia greca deve, di tanto in tanto, svalutare la moneta per tornare –economicamente parlando- in equilibrio.
E’ certamente il Paese UE più penalizzato dal fatto di non poter più svalutare.
Questo ha provocato la “fuga” di posti di lavoro e quindi il crollo dei consumi interni. Ma il crollo dei consumi interni ha avuto sul PIL un impatto molto più forte che da noi.
In Grecia la domanda interna pesa per il 70%, da noi per meno del 60%...ecco perché la Grecia è andata “con l’acqua alla gola” prima dell’Italia.
Ed eccoci al dunque.
Siccome la Grecia non è in grado di restituire il capitale dei titoli del debito pubblico in scadenza nel 2011 e 2012, FMI e BCE hanno predisposto un “piano di aiuti”, per non lasciare a bocca asciutta i detentori del debito greco (banche francesi principalmente, ma non solo…).
Hanno fatto una specie di “salva-rate”, del tipo di quelle proposte ai consumatori: estingui tutti i piccoli debiti che hai facendo un nuovo finanziamento, così ti resta da pagare una rata sola, per un tempo più lungo. Però non hai risolto il problema: lo hai solo spostato più in là nel tempo.
Il piano FMI-BCE è pressoché identico: si pagano i creditori della Grecia (che quei soldi degli “aiuti” non li può usare…li vede solo passare dalle casse di FMI-BCE a quella delle banche che detengono i suoi BOT e BTP) per poi ritrovarsi con nuovi BOT e BTP emessi (adesso) a tassi più alti, quindi più costosi.
E’ un circolo vizioso, che può essere invertito solo se si torna a crescere più degli interessi che paghi sui tuoi debiti…ma se suoi tuoi BTP paghi interessi 9-10% annuo, come fai a crescere di più? Ecco perché è sicuro che la Grecia dichiarerà bancarotta da qui al 2015. Non è questione di “se”, è solo questione di “quando”.
Il guaio è che le soluzioni proposte del FMI (da anni fallimentari) sono sempre le stesse: riduzione delle spese statali (meno scuola, meno sanità, meno pensioni, meno stipendi pubblici…) e del costo del lavoro (licenziamenti più facili, precariato spinto, lavoro on demand, ... vi dice niente?).
A un certo punto è lecito chiedersi: per che cosa? E per chi?
Quando si parla di “salvataggio” della Grecia, in realtà si intende il “salvataggio” del portafogli di chi ha in mano i BOT e BTP greci, vale a dire banche, fondi pensione, fondi di investimento anche speculativi, che hanno marciato su titoli dai rendimenti crescenti (quando tutti i bond europei offrivano interessi tra il 2 e il 4 % annuo, i greci già pagavano il 5% e oltre).
Quindi si tratta di salvare non la Grecia (perché i greci, in massa, perderanno il lavoro, la scuola, parte dell’assistenza sanitaria… non c’è che dire, un bel “salvataggio” davvero!) bensì le tasche di quelli che –negli anni scorsi- hanno stra-guadagnato con cedole da 5% o 6% sui BTP greci e che adesso, non riuscendo più a sbolognarli (perché in giro ci sono quelli che rendono il 7 e l’8%...) devono aspettare il rimborso del capitale iniziale e hanno una fottuta (e fondata) paura di ottenere 50 pur avendo all’inizio prestato 100.
E’ già successo con l’Argentina e chi aveva quei bond ci ha rimesso il 70% circa del capitale.

Quindi ecco perché le borse e le banche crollano: le società di investimento stanno vendendo per realizzare liquidità in previsione della perdita che faranno sui BTP greci. Le azioni delle banche (soprattutto francesi: quando Unicredit ha perso il 10%, BNP Paribas e Credit Agricole hanno perso il 15%...) perdono valore perché le banche che hanno in bilancio BTP greci scritti per un valore di 100, nel bilancio del prossimo anno dovranno scrivere 50…e così via.
Non c’è nulla di catastrofico o apocalittico; è tutto semplicemente normale.
Chi ha fatto un investimento ad alto rendimento e ad alto rischio (in finanza le due cose vanno assieme), oggi vede avvicinarsi il secondo dopo aver incassato il primo.
Ma siccome questo qualcuno (banche, fondi di investimento, fondi pensione, hedge funds…) controlla anche direttamente o indirettamente i mezzi di comunicazione e i fondi per le campagne elettorali dei capi di stato e di governo dei paesi UE, quasi tutti i politici europei e quasi tutti i media stanno facendo enormi pressioni sull’opinione pubblica per far credere che ciò che è (solo, o quasi) un LORO danno (che controbilancia un vantaggio che hanno già avuto), sia un NOSTRO danno.
Quindi bisogna “ad ogni costo” evitare il default della Grecia.
I greci hanno preteso e ottenuto che quel “ad ogni costo” siano loro a deciderlo.

Il piano FMI-BCE prevede nessun sacrificio per chi ha guadagnato sui BTP greci (il capitale sarà rimborsato il 50% alla scadenza prevista e il resto nei prossimi anni + un interesse aggiuntivo…davvero una delicatezza da “cravattari”) e tutti i sacrifici a carico della popolazione greca più debole e povera: meno posti di lavoro, licenziamenti di insegnanti e lavoratori pubblici, stipendi ridotti per chi ha “la fortuna” di evitare il licenziamento…

I greci hanno deciso di avere loro l’ultima parola. La cosa non dovrebbe destare sorpresa.
Invece le borse sono crollate, secondo voi come mai?
Perché FMI e BCE in testa (con Francia e Germania dietro) sanno benissimo che le condizioni del “piano di aiuti” sono inique, insostenibili, degne di un usuraio mafioso.
La vittima di un’estorsione, se potesse, direbbe di no al suo oppressore. Generalmente non può e quindi l’oppressore dorme sonni tranquilli, su cuscini gonfi di bigliettoni.
Invece con il referendum i greci hanno la possibilità di dire NO.
Se le condizioni fossero eque, ci sarebbero ottime probabilità di una vittoria dei Sì.
Ma chi ha imposto le condizioni inique e di cui conosce bene l’iniquità, guarda caso ha paura che i greci possano dire di NO.

E allora io sto con i greci. Perché sono soli contro tutti (o meglio…soli contro un manipolo di milionari che influenza e abbindola l’opinione pubblica), ma hanno già insegnato alla Storia e al Mondo come si resiste in questi casi: meglio morti che schiavi!
Ricordate i 300 alle Termopili, ricordate Salamina, ricordate Maratona, ricordate Platea.
Di là c’erano i Persiani, mica scherzi!
Oggi di là c’è Goldman Sachs, BNP Paribas, l’industria bellica tedesca,  fondi pensione americani, società di investimento con sedi in paradisi fiscali….
Io sto di qua. Io sto con i Greci.
  

domenica 2 ottobre 2011

PICCOLI PASSI IN AVANTI...CORAGGIO!


E’ finalmente operativo il Collegio di Garanzia di Italia dei Valori – Piemonte.
C’è voluto un po’ di tempo ma, dopo la riunione “inaugurale” di fine maggio 2011, da circa un mese compare nella home page del sito www.piemonte.italiadeivalori.it nel menù a tendina in alto a sinistra, sotto la voce “organizzazione”, il link del Collegio.
Cliccando sulla voce, si raggiunge la pagina in cui potete leggere la procedura di segnalazione di fatti e comportamenti che si ritengano essere meritevoli di sanzione.
Questa opportunità (di segnalare cioè comportamenti scorretti di appartenenti a IDV) è data anche a chi non è iscritto al partito, perché il partito deve avere a cuore l’incensurabilità dei propri componenti non solo al suo interno ma anche al di fuori e di fronte all’intera collettività.
Naturalmente il Collegio di Garanzia è anche organo arbitrale per le controversie interne sulla regolarità di assemblee ed elezioni interne di segretari e dirigenti. Qui ovviamente gli unici legittimati e interessati a proporre ricorsi possono essere gli iscritti.
Come fare per inviare una segnalazione?
Naturalmente non sono prese in considerazioni segnalazioni anonime. Occorre firmare e spiegare dove e come si sono appresi i fatti che si vogliono denunciare, eventualmente allegando le prove documentali, se ve ne sono.
La segnalazione va fatta per iscritto e si può fare sia per posta elettronica (sulla pagina http://www.piemonte.italiadeivalori.it/index.php?option=com_content&view=article&id=211&Itemid=263 trovate anche il link che apre un messaggio diretto a garanzia.idvpiemonte@gmail.com) sia in formato cartaceo, consegnando o spedendo il tutto alla sede regionale di IDV in Torino, Via Ormea 15.
Tenete presente che il Collegio (che ho l’onore di presiedere) non è un comitato di “saggi” che decidono in base alla loro personale sensibilità, ma può comminare censure, sospensioni o espulsioni (queste ultime solo all’unanimità) solo in caso di violazioni delle norme di comportamento o degli impegni assunti per iscritto all’interno del partito.
Tanto per fare un esempio, il Collegio di Garanzia non può intervenire in sede di decisione delle candidature, perché questa è una funzione che spetta alla segreteria politica, che si assume la responsabilità delle sue scelte davanti agli iscritti, agli elettori e agli altri partiti dell’eventuale coalizione.
Dunque “tutto va bene, madama la marchesa”?
Non del tutto, per il fatto che il codice etico vigente ha bisogno di qualche ritocco: occorre specificare in modo più preciso i comportamenti sanzionabili, al fine di emarginare eventuali condotte poco edificanti ed evitare il consolidamento di posizioni di potere.
Naturalmente non esistono bacchette magiche (il PD, ad esempio, ha un codice etico assai più preciso…però la “vicenda-Penati” è successa lo stesso…), ma ci stiamo lavorando.
La strada per ricostruire il Paese è lunga. Per percorrerla però serve un passo alla volta.

Consiglio di lettura. Per una volta un romanzo: “Alla larga dai comunisti”, di Luigi Carletti, 2006 ed. Baldini Castaldi Dalai. Divertente e commovente. La storia di un adolescente giovane promessa del calcio che sogna di diventare giocatore del Toro (è ambientato nel 1976…), tra educazione, famiglia, amici, maestri e primi amori.

sabato 10 settembre 2011

IL TEMPO STRINGE: TUTTI A FIRMARE!

Per cosa? Per l’abolizione della legge elettorale vigente e il ritorno a quella precedente (75% collegi uninominali maggioritari, 25% proporzionale con preferenza e “sbarramento” al 4% dei voti).
IDV, SEL, attivisti democratici e parte del PD…tutti stiamo raccogliendo le firme per raggiungere i 500.000 sostenitori dei quesiti referendari che puntano all’abrogazione della legge elettorale attuale, che prevede le “liste bloccate” di deputati e senatori, impedendo ai cittadini di scegliere direttamente i propri rappresentanti in Parlamento.
Recandovi ai banchetti (IDV è presente in Via Ormea 15, dal lunedì al sabato sia mattina che pomeriggio; sabato e domenica anche in Piazza Castello e Piazza San Carlo, ma fate un salto su www.italiadeivalori.it e trovata la “mappa” aggiornata giorno per giorno e città per città) vi saranno sottoposti 2 quesiti referendari.
Tecnicamente con uno si chiede l’abolizione totale della Legge elettorale attuale n. 270/2005 (che modificava i singoli pezzi della legge previgente) e con l’altro si chiede l’abolizione dei singoli “pezzettini”.
Il motivo di questo doppio quesito (l’esito è lo stesso, per cui è probabile che ne sarà ammesso solo uno per la votazione) è un po’complicato da spiegare ai non esperti di giustizia costituzionale ma ci provo: in passato è accaduto che la Corte Costituzionale (a cui spetta valutare il testo di ogni quesito referendario) abbia bocciato alcuni quesiti, che avevano raccolto le 500.000 adesioni, per il fatto che un’eventuale approvazione avrebbe creato un “vuoto legislativo”.
In effetti se si parla di “abrogazione totale” della legge elettorale, potrebbe venir da pensare che…si elimina le legge elettorale e quindi che non ci saranno più elezioni!
In realtà la stessa legge 270/2005 a sua volta modificava le singole frasi e disposizioni della legge precedente e quindi, anche in caso di abolizione totale, non pare potersi rischiare alcun "vuoto legislativo". Tuttavia, siccome nel campo giuridico “non si sa mai”, ecco che per l’unico obiettivo sono stati formulati due quesiti, l’uno alternativo all’altro: uno dei due sarà certamente accolto dalla Corte Costituzionale.
Però entrambi i quesiti devono essere sottoscritti da 500.000 elettori, altrimenti non saranno presi in considerazione dalla Corte.
Il referendum ha ritrovato vigore con la tornata del 12-13 giugno scorso, in cui il quorum della metà più uno degli aventi diritto al voto è stato abbondantemente superato.
Visto il tema –la legge elettorale- è estremamente probabile che il quorum sarà superato anche questa volta.
Se tutto procederà con ordine, il quesito potrà essere votato nella primavera del 2012 e, in caso di vittoria dei “Sì”, la legge elettorale “Porcellum” sarà spazzata via: in pratica, il prossimo Parlamento sarà eletto con una legge comunque diversa e cioè:
  • O con la legge vecchia (75% collegi uninominali maggioritari, 25% proporzionale con preferenza e “sbarramento” al 4% dei voti: è complicata e cervellotica ma è sempre meglio di quella attuale...)
  • Oppure con una nuova legge approvata dal Parlamento in questi mesi: siccome però le trattative tra i partiti appaiono decisamente in alto mare, la via referendaria è quella più sicura.
Dunque…TUTTI A FIRMARE! C’è tempo fino al 20 settembre!

sabato 16 luglio 2011

IDV DIMEZZATA IN COMUNE A TORINO: CHE DIRE E CHE FARE?


 
Continuo a pensare che la politica debba guardare alto, per essere all’altezza degli enormi problemi che stanno sovrastando e devastando –economicamente e civilmente- la nostra società.
Tuttavia non sempre è possibile seguire il dantesco “non ragioniam di lor, ma guarda e passa”, specialmente quando i fatti contrastano con la credibilità che ci si sforza di dare al partito politico a cui si aderisce convintamente.
Avrei voluto augurare buona estate a tutti con una pagina edificante, degna dei “consigli di John Perkins” di qualche settimana fa.
Però è giusto che tutti sappiano con quanta attenzione sto seguendo le vicende di IDV torinese e che cosa ritengo giusto fare per migliorare le cose.
Il mio ruolo all’interno del partito (presidente del Collegio Regionale di Garanzia) mi impone la massima cautela per non esporre l’organismo di cui faccio parte –finalmente operativo nel giro delle prossime settimane- a dubbi o sospetti di faziosità verso questo o verso quello.
Di certo però posso dire che non mi ha fatto piacere vedere, fin dai primi giorni di insediamento del consiglio comunale, una polemica ora sottile ora sguaiata tra i nostri due rappresentanti eletti.
Credo che chi ha avuto l’onore di rappresentare IDV in consiglio comunale avrebbe dovuto mostrare equilibrio e rispetto per i 19.000 elettori votanti a favore del nostro partito, visto che un migliaio di preferenze personali –se non inserite in un partito più grande- non avrebbero portato alcuno da nessuna parte.
Lo dico “dal basso” dei miei 349 voti personali. Quando si fa parte della stessa squadra, ci si deve comportare con uno spirito di aiuto e di sostegno reciproco, che in questo frangente è risultato mancante, al di là delle pur legittime antipatie o avversioni personali.
Ritengo tuttavia inutile imbastire uno psicodramma di accuse e risentimenti incentrati sul “io l’avevo detto” o “colpa di chi ha fatto le liste”, o altro.
Purtroppo la frittata è fatta e bisogna correggere –tutti insieme- le linee d’azione e i modi di comportamento, in modo che il partito sia in grado, nei prossimi anni, di prevenire dall’interno fenomeni simili a quelli che hanno portato il consigliere Porcino Giovanni a lasciare il gruppo IDV dopo appena un mese di mandato elettivo.
Per questo mi sono personalmente impegnato affinché, da settembre, il Collegio Regionale di Garanzia diventi pienamente operativo e raggiungibile da tutti gli iscritti che intendano sottoporre questioni disciplinari riguardanti le condotte interne al partito.
Quanto allo scenario torinese, plaudo all’operato che –entro settembre- porterà il partito a recuperare i contatti con tutti i candidati al comune e nelle circoscrizioni cittadine: è il primo passo per creare nell’anno 2011/2012 dieci “nuclei” (uno per circoscrizione) di ritrovo stabile e periodico tra simpatizzanti, iscritti ed eletti.
La politica funziona solo se è partecipata. Diamoci da fare!

Consiglio di lettura: ANNI SPIETATI di Stefano Caselli e Davide Valentini, 2011, Laterza.
Un viaggio nei luoghi torinesi degli “anni di piombo”, segnati dal dolore e dalle morti delle vittime del terrorismo. Un racconto avvincente che riesce a essere toccante pur rispettando la precisione di fatti, date, nomi e particolari, una memoria essenziale sulla vita della nostra città dal 1970 al 1980. Un ricordo che fa apprezzare il coraggio di quella generazione che, vivendo una quotidianità di attentati, ferimenti e omicidi a danno delle persone comuni (non solo poliziotti e militari, ma soprattutto impiegati, piccoli imprenditori, persino operai e studenti…), ha deciso, nonostante la cupezza del periodo, di far nascere e crescere qui i propri figli.   

venerdì 3 giugno 2011

I CONSIGLI DI JOHN PERKINS

Qui la lista dei consigli che John Perkins dà per tentare di migliorare la nostra società. La trovate alla fine del libro "Storia segreta dell'impero americano"...il seguito del più famoso "Confessioni di un sicario dell'economia".
Per me è un manifesto: mettiamola in pratica e condividiamola!


"Alla gente che viene a sentirmi dico: 'se volete che vi indichi una strategia di azione, mi chiedete di fare come la corporatocrazia. Non è questo che volete. Avete le vostre passioni e i vostri talenti, diversi dai miei. Ci sono ovviamente alcuni passi che possiamo compiere. Cose semplici che sappiamo tutti. Farne il più possibile vi aiuterà a sentirvi bene e ci condurrà verso un futuro in cui potremo sopravvivere'. Ecco alcuni esempi:
1) quando siete tentati di dedicarvi allo shopping come "terapia", andate invece a fare jogging, meditate, leggete o trovate qualche altra soluzione.
2) siate responsabili nei vostri acquisti; comprate articoli la cui confezione, i cui ingredianti e metodi di produzione siano sostenibili e promuovano la vita.
3) fate durare il più possibile tutto ciò che possedete.
4) acquistate in negozi di oggetti usati, dove tutto è riciclato.
5) protestate contro gli accordi di "libero" mercato e le fabbriche sfruttatrici.
6) scrivete lettere per spiegare a Monsanto, De Beers, Exxon Mobil, Adidas, Ford, General Electric, Coca-cola, Wal-Mart e altri che sfruttano la manodopera e distruggono l'ambiente perché vi rifiutate di comprare da loro.
7) Esprimete il vostro apprezzamento a Home Depot, Kinko's, Citicorp, Starbucks, Whole Food e altre aziende che collaborano con RAN, Amnesty International e altre ONG,
8) riducete i consumi di petrolio e gas
9) ridimensionate l'automobile, la casa, il guardaroba e ogni aspetto della vostra vita,
10) donate denaro a organizzazioni no profit, stazioni radio e altre associazioni che promuovono cause giuste,
11) offrite parte del vostro tempo e delle vostre energie a tali organizzazioni
12) sostenete i commercianti locali,
13) incoraggiate i negozi ad acquistare da agricoltori, fornitori e produttori locali,
14) fate la spesa al mercato ortofrutticolo locale,
15) bevete acqua del rubinetto (pretendete che la società idrica faccia un lavoro migliore, se necessario, ma evitate di comprare acqua in bottiglia),
16) votate per consigli scolastici, commissioni, decreti e politici illuminati,
17) candidatevi.
18) insistete perché quelli che usano i vostri soldi -banche, fondi pensione e fondi comuni, aziende- facciano investimenti responsabili da un punto di vista sociale e ambientale,
19) fate sentire la vostra voce ogni volta che se ne presenta l'occasione
20) offritevi di parlare alla scuola locale del vostro argomento preferito (apicoltura, tessitura, tennis...qualunque cosa) e sfruttate quell'opportunità per stimolare gli studenti, per svegliarli,
21) discutete delle esternalità, dei costi dell'inquinamento, delle cattive condizioni di lavoro, dei sussidi pubblici, delle esenzioni di cui godono le corporation e di altri fattori ambientali, sociali e politici che dovrebbero essere inclusi nei prezzi che paghiamo per beni e servizi ma non lo sono; fate capire alla gente che se non paghiamo queste spese molto reali derubiamo le generazioni future,
22) incoraggiate "tasse" sulle esternalità: prezzi più alti per la benzina, gli indumenti, l'elettricità, eccetera, a patto che la differenza sia destinata a sanare torti sociali e ambientali,
23) organizzate gruppi di studio presso biblioteche, librerie, chiese e club locali.
24) ampliate questa lista e condividetela con tutti quelli che conoscete"
(John Perkins, 'La storia segreta dell'impero americano', 2007, ed Minimum Fax, pagg. 377-378) 

giovedì 2 giugno 2011

Un referendum per compleanno

Il 65mo anniversario della Repubblica è il miglior modo di ricordare che l'attuale assetto istituzionale è nato da un Referendum Popolare.
E il miglior modo di festeggiarlo è fare in modo che questo istituto di democrazia diretta continui a vivere nella nostra pratica istituzionale.
Raggiungere il "mitico" quorum del 50% + 1 degli aventi diritto al voto non è impossibile: ci siamo già riusciti cinque anni fa, quando si trattò di bocciare la riforma costituzionale voluta del centrodestra del 2005.
Oggi è a portata di mano un risultato analogo: certo le vittorie degli ultimi ballottaggi hanno dato un bel po' di morale. Tuttavia non bisogna illudersi: proprio a Napoli è andato a votare solo un cittadino su due aventi diritto.
Occorre parlarne...parlarne e ancora parlarne! Nei luoghi di lavoro, per strada, sul bus, all'ufficio postale.
Ogni occasione è buona per rinfrescare la memoria sull'appuntamento del 12-13 giugno.
Il mio partito sarà con postazione fissa a Torino davanti alla Rinascente (piazza Lagrange) nel fine settimana.
Inoltre gli amici del circolo IDV di Rivalta hanno organizzato una serata informativa e mi hanno invitato a parlare -vista la mia estrazioen professionale- del referendum contro la legge sul "legittimo impedimento".
Qui la locandina dell'evento e perciò....TUTTI A RIVALTA!
 
Nucleare
- Prof. Angelo Tartaglia
Dipartimento di sica del Politecnico di Torino
Legittimo impedimento
- Avv. Diego Maria Poggi
Collegio di garanzia IDV Piemonte
Acqua
- Dott.ssa Alessandra PudduDocente 

Giovedì 9 Giugno ore 21:00

Biblioteca Comunale piazza Martiri della Libertà, Rivalta di Torino

venerdì 20 maggio 2011

MACCHINE AVANTI TUTTA! REFERENDUM IN VISTA

per il futuro prossimo: farò del mio meglio per stimolare il partito a creare occasioni di:
formazione politica per cittadini e aderenti;
incontro e confronto -a livello sia comunale che di circoscrizione- tra eletti e cittadini.
Il segretario cittadino apprezza questo programma e però ha bisogno di molti di noi per realizzarlo.
Se qualcuno di Voi ritiene di poter dare il suo contributo di idee e competenze (non serve molto tempo...io anche in campagna elettorale non ho smesso un giorno di lavorare...) è benvenuto e benvenuta! Chi di Voi ha studiato e studia, chi di Voi lavora in ogni campo sociale ha un sapere prezioso che il partito DEVE poter sfruttare...però il partito lo deve sapere e quindi Vi prego di farVi avanti...
se il partito si permetterà il lusso di ignorarVi...peggio per il partito...si meriterà la prossima sconfitta.
 
adesso però ci sono 2 urgenze:
BALLOTTAGGI MILANO e NAPOLI: un risultato storico è a portata di mano:
Milano governata dal centrosinistra, da un laico indifferente alle pressioni della Compagnia delle Opere (che di voi è pratico dell'economia lombarda sa cosa vuol dire...) e convinto della necessità di migliorare "dal di dentro" i servizi pubblici e statali, senza "privatizzazioni" a tappeto.
Napoli governata da una giunta di persone non compromesse con il malafare, con i "portatori di voti", con le clientele tradizionali.
Non è solo affare dei milanesi e dei napoletani: è un affare che ci riguarda tutti...come dice Rocky "se io posso cambiare e Voi potete cambiare...tutto il mondo può cambiare".
E allora Vi prego:
avete parenti di qualunque grado, amici, conoscenti...persone incontrate in una vacanza, a un convegno, in gita scolastica...che ne so...che abitano a MILANO o NAPOLI?
Telefonate loro! Dite che ci aspettiamo una vittoria di Giuliano Pisapia a Milano e di Luigi De Magistris a Napoli. Spronateli ad andare a votare per il meglio!
Non è una pazzia...c'è gente che magari pensava che a Milano o Napoli i giochi fossero già fatti...che la Moratti avrebbe vinto lo stesso e che De Magistris non sarebbe arrivato al ballottaggio e magari per il 29-30 ha già in mente di farsi un giro e di non andare a votare...oppure c'è chi ha votato per il 5stelle e recita il copione "tanto sono uguali"...NO E POI NO!
Chiamateli, dite loro che tutti noi desideriamo Pisapia sindaco di Milano e De Magistris sindaco di Napoli.
Sentendo che i loro parenti, amici, conoscenti...li chiamano dopo mesi per questo motivo...accenderete in ognuno di loro uno stimolo nuovo e li farete pensare: "se mi chiamano da Torino per votare De Magistris...allora la posta in palio è importante!!" e li stimolerete a fare altrettanto, a chiamare anche loro altri amici, parenti, conoscenti che non sono andati a votare (a Napoli l'affluenza è stata solo del 60%...quindi 2 napoletani su 5 NON sono andati...caspita! convinciamoli!!!)
 
REFERENDUM 12 E 13 GIUGNO: gli possiamo dare il colpo di grazia! Il quorum non è impossibile...l'abbiamo raggiunto pochi anni fa, ricordate? era il giugno 2006 e si votava sull'approvazione della riforma costituzionale voluta dal solo centrodestra.
Andò a votare il 55% degli aventi diritto e vinsero largamente i NO.
e pensare che quella volta, paradossalmente, il quorum non serviva! Ma fare il quorum oggi è possibile!
Occorre parlare, parlare e ancora parlare.
Basta lamentarsi del fatto che la TV non ne parla. E' ovvio che sia così. Lorsignori che controllano le TV hanno quest'ultima speranza e non la molleranno fino all'ultimo. Occorre sconfiggerli su un altro piano: parlatene a voce alta nei bar, sui pullmann, in coda all'ufficio postale...cominciate a far ronzare nelle orecchie a tutti che il 12-13 giugno si va a votare su Acqua pubblica, NO Nucleare e Legittimo Impedimento...i media non ci aiuteranno e allora dipende solo da noi!
Non limitatevi a far girare le mails: ancora milioni di italiani non la usano...sono quelli che devono venire a votare e con cui possiamo fare il quorum.
 
E' tutto.
Diamoci da fare!
 
Diego