sabato 16 luglio 2011

IDV DIMEZZATA IN COMUNE A TORINO: CHE DIRE E CHE FARE?


 
Continuo a pensare che la politica debba guardare alto, per essere all’altezza degli enormi problemi che stanno sovrastando e devastando –economicamente e civilmente- la nostra società.
Tuttavia non sempre è possibile seguire il dantesco “non ragioniam di lor, ma guarda e passa”, specialmente quando i fatti contrastano con la credibilità che ci si sforza di dare al partito politico a cui si aderisce convintamente.
Avrei voluto augurare buona estate a tutti con una pagina edificante, degna dei “consigli di John Perkins” di qualche settimana fa.
Però è giusto che tutti sappiano con quanta attenzione sto seguendo le vicende di IDV torinese e che cosa ritengo giusto fare per migliorare le cose.
Il mio ruolo all’interno del partito (presidente del Collegio Regionale di Garanzia) mi impone la massima cautela per non esporre l’organismo di cui faccio parte –finalmente operativo nel giro delle prossime settimane- a dubbi o sospetti di faziosità verso questo o verso quello.
Di certo però posso dire che non mi ha fatto piacere vedere, fin dai primi giorni di insediamento del consiglio comunale, una polemica ora sottile ora sguaiata tra i nostri due rappresentanti eletti.
Credo che chi ha avuto l’onore di rappresentare IDV in consiglio comunale avrebbe dovuto mostrare equilibrio e rispetto per i 19.000 elettori votanti a favore del nostro partito, visto che un migliaio di preferenze personali –se non inserite in un partito più grande- non avrebbero portato alcuno da nessuna parte.
Lo dico “dal basso” dei miei 349 voti personali. Quando si fa parte della stessa squadra, ci si deve comportare con uno spirito di aiuto e di sostegno reciproco, che in questo frangente è risultato mancante, al di là delle pur legittime antipatie o avversioni personali.
Ritengo tuttavia inutile imbastire uno psicodramma di accuse e risentimenti incentrati sul “io l’avevo detto” o “colpa di chi ha fatto le liste”, o altro.
Purtroppo la frittata è fatta e bisogna correggere –tutti insieme- le linee d’azione e i modi di comportamento, in modo che il partito sia in grado, nei prossimi anni, di prevenire dall’interno fenomeni simili a quelli che hanno portato il consigliere Porcino Giovanni a lasciare il gruppo IDV dopo appena un mese di mandato elettivo.
Per questo mi sono personalmente impegnato affinché, da settembre, il Collegio Regionale di Garanzia diventi pienamente operativo e raggiungibile da tutti gli iscritti che intendano sottoporre questioni disciplinari riguardanti le condotte interne al partito.
Quanto allo scenario torinese, plaudo all’operato che –entro settembre- porterà il partito a recuperare i contatti con tutti i candidati al comune e nelle circoscrizioni cittadine: è il primo passo per creare nell’anno 2011/2012 dieci “nuclei” (uno per circoscrizione) di ritrovo stabile e periodico tra simpatizzanti, iscritti ed eletti.
La politica funziona solo se è partecipata. Diamoci da fare!

Consiglio di lettura: ANNI SPIETATI di Stefano Caselli e Davide Valentini, 2011, Laterza.
Un viaggio nei luoghi torinesi degli “anni di piombo”, segnati dal dolore e dalle morti delle vittime del terrorismo. Un racconto avvincente che riesce a essere toccante pur rispettando la precisione di fatti, date, nomi e particolari, una memoria essenziale sulla vita della nostra città dal 1970 al 1980. Un ricordo che fa apprezzare il coraggio di quella generazione che, vivendo una quotidianità di attentati, ferimenti e omicidi a danno delle persone comuni (non solo poliziotti e militari, ma soprattutto impiegati, piccoli imprenditori, persino operai e studenti…), ha deciso, nonostante la cupezza del periodo, di far nascere e crescere qui i propri figli.   

1 commento:

  1. Ma si... è il figlio dell'onorevole Gaetano Porcino no? ma che vi aspettavate? onestà? trasparenza? Non dovevate permettergli di presentarsi, semplicemente. Questa gente uccide la crediblità di persone e di partiti.
    Buona Fortuna!

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