sabato 10 settembre 2011

IL TEMPO STRINGE: TUTTI A FIRMARE!

Per cosa? Per l’abolizione della legge elettorale vigente e il ritorno a quella precedente (75% collegi uninominali maggioritari, 25% proporzionale con preferenza e “sbarramento” al 4% dei voti).
IDV, SEL, attivisti democratici e parte del PD…tutti stiamo raccogliendo le firme per raggiungere i 500.000 sostenitori dei quesiti referendari che puntano all’abrogazione della legge elettorale attuale, che prevede le “liste bloccate” di deputati e senatori, impedendo ai cittadini di scegliere direttamente i propri rappresentanti in Parlamento.
Recandovi ai banchetti (IDV è presente in Via Ormea 15, dal lunedì al sabato sia mattina che pomeriggio; sabato e domenica anche in Piazza Castello e Piazza San Carlo, ma fate un salto su www.italiadeivalori.it e trovata la “mappa” aggiornata giorno per giorno e città per città) vi saranno sottoposti 2 quesiti referendari.
Tecnicamente con uno si chiede l’abolizione totale della Legge elettorale attuale n. 270/2005 (che modificava i singoli pezzi della legge previgente) e con l’altro si chiede l’abolizione dei singoli “pezzettini”.
Il motivo di questo doppio quesito (l’esito è lo stesso, per cui è probabile che ne sarà ammesso solo uno per la votazione) è un po’complicato da spiegare ai non esperti di giustizia costituzionale ma ci provo: in passato è accaduto che la Corte Costituzionale (a cui spetta valutare il testo di ogni quesito referendario) abbia bocciato alcuni quesiti, che avevano raccolto le 500.000 adesioni, per il fatto che un’eventuale approvazione avrebbe creato un “vuoto legislativo”.
In effetti se si parla di “abrogazione totale” della legge elettorale, potrebbe venir da pensare che…si elimina le legge elettorale e quindi che non ci saranno più elezioni!
In realtà la stessa legge 270/2005 a sua volta modificava le singole frasi e disposizioni della legge precedente e quindi, anche in caso di abolizione totale, non pare potersi rischiare alcun "vuoto legislativo". Tuttavia, siccome nel campo giuridico “non si sa mai”, ecco che per l’unico obiettivo sono stati formulati due quesiti, l’uno alternativo all’altro: uno dei due sarà certamente accolto dalla Corte Costituzionale.
Però entrambi i quesiti devono essere sottoscritti da 500.000 elettori, altrimenti non saranno presi in considerazione dalla Corte.
Il referendum ha ritrovato vigore con la tornata del 12-13 giugno scorso, in cui il quorum della metà più uno degli aventi diritto al voto è stato abbondantemente superato.
Visto il tema –la legge elettorale- è estremamente probabile che il quorum sarà superato anche questa volta.
Se tutto procederà con ordine, il quesito potrà essere votato nella primavera del 2012 e, in caso di vittoria dei “Sì”, la legge elettorale “Porcellum” sarà spazzata via: in pratica, il prossimo Parlamento sarà eletto con una legge comunque diversa e cioè:
  • O con la legge vecchia (75% collegi uninominali maggioritari, 25% proporzionale con preferenza e “sbarramento” al 4% dei voti: è complicata e cervellotica ma è sempre meglio di quella attuale...)
  • Oppure con una nuova legge approvata dal Parlamento in questi mesi: siccome però le trattative tra i partiti appaiono decisamente in alto mare, la via referendaria è quella più sicura.
Dunque…TUTTI A FIRMARE! C’è tempo fino al 20 settembre!