domenica 1 maggio 2011

IDEE PER TORINO: una città più verde e accogliente

IDEE PER TORINO: una città più verde e accogliente
Dieci anni fa la città colombiana di Medellin era famosa nel mondo solo per essere uno dei centri urbani con il maggior numero di omicidi. Oggi è una metropoli di un milione di abitanti dove il tasso di violenza si è ridotto del 90%.
Merito di un binomio che da noi nessuno accosta e cioè: la CONVIVENZA è SICUREZZA.
Dieci anni fa il sindaco Sergio Fajardo vince le elezioni con una lista civica (in una città di 1 milione di abitanti…pensate a Torino!) e inizia a trasformare i quartieri con due luoghi fondamentali di aggregazione: parchi e biblioteche; in altri termini, convivenza e cultura.
E allora viene da dire…se è stato possibile a Medellìn…
Le aree verdi e le biblioteche sono luoghi di incontro, aggregazione e scambio, in altri termini, un vero luogo di integrazione sociale.
Integrazione vuol dire condividere gli spazi e gli ambienti di vita, cioè prendere gli stessi mezzi pubblici, fare la coda nei medesimi uffici, studiare e lavorare nei medesimi ambienti, rispettando le proprie reciproche diversità.
Non vuol dire che l’islamico deve pregare Gesù Cristo o che io cattolico devo andare in moschea.
Chi fomenta queste paure è semplicemente uno scemo.
Gli spazi verdi sono quelli che meglio si prestano per la condivisione del tempo libero, dello sport, dello svago per giovani e anziani, del gioco dei bambini piccoli.
E più gli spazi verdi sono frequentati, più c’è controllo sociale reciproco.
Nei parchi non serve un plotone di vigili. Servono invece centinaia di cittadini che corrono, leggono, conversano, si divertono, pranzano…
I nostri parchi devono essere sempre più frequentati, tempo permettendo (siamo a Torino, non alle Canarie…), e per questo c’è bisogno anche di ampi spazi coperti, affinché le persone possano incontrarsi anche nelle giornate piovose.
La città di Torino deve smettere di costruire luoghi chiusi o palazzi e deve rendere vivibili quanti più luoghi aperti è possibile; in centro l’opera è stata compiuta bene, è ora di pensare seriamente alle periferie, in modo da rendere più vivibile ogni quartiere.
Dunque ci servono più parchi, più biblioteche e più piccoli esercizi pubblici, per rendere maggiormente vivibile ogni strada e creare sicurezza con la presenza di ognuno di noi.

Consiglio di lettura: THE CORPORATION di Joel Bakan, editore FANDANGO, 2004. L'analisi sulle conseguenze della ricerca del profitto e del potere da parte delle società commerciali, sempre più grandi e potenti e in grado di condizionare la politica degli Stati. In effetti le società commerciali sono "persone giuridiche", cioè soggetti sociali creati dall'uomo ma molto diversi da lui, in quanto programmati con un'unica istruzione operativa: "massimizza i tuoi profitti, in ogni tempo e situazione, scaricando su altri le eventuali conseguenze dannose del tuo operato". L'autore alla fine propone una serie di linee d'azione. Sembrerebbe scritto oggi, all'indomani della crisi economica mondiale. Invece è del 2004. Il che significa che l'attuale depressione economica non è un imprevisto, dovuto a "qualcuno che non ha rispettato le regole..." ma la logica conseguenza di un modello di sviluppo economico innaturale, egoistico e volutamente ingiusto. 

2 commenti:

  1. Ottima idea.
    Come prima cosa ti proporrei di "reinverdire" una vecchia proposta arenatasi da tempo: l'ampliamento del parco ruffini per ciò che concerne l'area Lancia.

    Esiste un comitato che credo si sia un po' adagiato e che avrebbe bisogno di nuova linfa:

    http://www.parcolancia.blogspot.com/

    RispondiElimina
  2. ottimo suggerimento.
    E aggiungo che ci sono parecchi terreni incolti nascosti tra le case...occorre farne dei piccoli parchi ed evitare che si trasformino nell'ennesimo palazzo. Su questo anche l'amministrazione uscente merita dei decisi correttivi!

    RispondiElimina