Torino è una città da anni sostanzialmente ben amministrata, ma ha ancora un grave difetto: ha una qualità dell’aria pessima.
Ciò in massima parte è colpa della posizione geografica: Torino si trova pressoché in una “serra” naturale, in cui i venti sono debolissimi (e quei pochi, tolto il rarissimo phon della Valsusa, arrivano da Est e ci portano…lo smog di Milano-Novara-Malpensa); in inverno poi si crea una sorta di “ristagno di aria” nei primi 50-100 metri da terra.
Aggiungeteci i riscaldamenti, le industrie e le automobili e capite come mai, nei primi quaranta giorni dell’anno Torino “si brucia” tutti e trentacinque i giorni di “sforamento consentito” (secondo i parametri UE) con concentrazione di smog e polveri superiore al normale.
Dunque che fare?
Occorre limitare, necessariamente, le emissioni di gas da riscaldamento e da autoveicoli.
E’ vero che le auto di oggi sono MOLTO meno inquinanti di quelle che circolavano venti anni fa e in questo ambito sono stati fatti progressi importanti, ma non ci può bastare per avere una città in cui passeggiare tranquilli senza bisogno di mascherine.
Occorre usare meno l’auto in città, ma senza politiche di penalizzazione, tipo eco-pass e simili.
Chi prende l’auto per andare in centro in genere non lo fa per menefreghismo, cattiveria o altro. Lo fa per necessità, e non è giusto penalizzarlo. Guidare nel traffico non è un divertimento (se non in un famoso libro di De Crescenzo…).
Chi vive in grandi centri urbani, nel resto d’Europa e del mondo, spesso NON possiede neanche un’autovettura: si sposta in città con i mezzi pubblici e –se serve l’auto una volta a settimana o al mese, prende il taxi, oppure usa il car-sharing.
È quindi necessario incentivare la mobilità urbana pubblica e collettiva, affinché faccia davvero concorrenza, in termini di convenienza, comodità e costi, all’auto privata.
Allora i parcheggi del car-sharing dovranno essere presenti in tutta la città, a non più di 300m l’uno dall’altro.
Lo stesso discorso vale per il bike –sharing, le biciclette gialle e blu. Anche qui i parcheggi devono essere diffusi a tutta la città, non solo in centro, ma soprattutto in semi-centro e periferia, dove la gente vive, lavora e va a riposarsi.
La nostra comunità deve fare un investimento sul suo benessere e sulla nostra salute, incentivando la sostituzione dei generatori vetusti e inquinanti con le nuove caldaie a condensazione e soprattutto allargando la rete di teleriscaldamento.
Ciò è indispensabile per ridurre le polveri sottili e i rischi di malattie.
A Torino stanno costruendo un inceneritore e addirittura si vocifera di costruirne un altro!
Non ha senso.
Occorre piuttosto estendere la raccolta differenziata “porta a porta” a tutta la città (attuando una delibera che il Comune ha adottato già dal 2004, poi stranamente tutto si è fermato…); in questo modo Torino riuscirà a differenziare il 65% dei rifiuti (oggi è al 42%, ma il “porta a porta” è attivo solo su mezza città). Così un secondo inceneritore non servirà mai e si potrà anche ridurre o eliminare l’uso del primo.
Infatti l’incenerimento dei rifiuti provoca polveri sottili e malattie respiratorie.
Questa amministrazione dovrà lavorare per ridurle e non per aumentarle.
consiglio di lettura:
IL PIU' GRANDE CRIMINE, Paolo Barnard, settembre 2010.
Lo scaricate gratuitamente in pdf da questo link:
Un'analisi lucida e documentata sulle ragioni e le cause del progressivo peggioramento delle condizioni di vita delle popolazioni europee, con particolare riguardo al ceto medio. Fa giustizia di tanti complottismi, dal signoraggio in giù, ma individua con chiarezza i meccanismi con cui l'economia mondiale è stata orientata, a vantaggio di pochi super-ricchi e a discapito delle masse di "ceto medio", che da una vita dignitosa sono oggi a rischio di cadere nella povertà.
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