mercoledì 11 maggio 2011

IDEE PER TORINO: Acqua pubblica.

Non ha senso privatizzare un servizio pubblico essenziale e che -oltretutto- funziona bene.
Se un servizio pubblico funziona male la soluzione non è la privatizzazione: è la correzione di ciò che non va e il miglioramento del servizio.
Ciò vale per l’acqua e, più in generale, per tutti i servizi di cui i cittadini non possono fare a meno.
Tali settori non devono diventare terreno di speculazione privata.
Che capacità imprenditoriale ci vuole a fornire un servizio la cui domanda è costante, in quanto deriva da una necessità non sostituibile? Nessuna!
Quindi non ha senso che essa sia remunerata da un profitto ed è per questo che non ha senso che certi servizi pubblici siano privatizzati (se non per le tasche del gestore…).
SMAT è una delle società comunali con il più alto indice di gradimento del servizio, il che già dimostra che non occorre essere privati per lavorare bene.
È anche sbagliato pensare di poter separare “la rete” (cioè i tubi, tanto per capirci… che rimangono pubblici) dalla fornitura del servizio (raccolta, distribuzione e fatturazione dei metri cubi consumati).
Infatti i guadagni che derivano dal servizio (ricavo delle forniture idriche meno i costi di raccolta e potabilizzazione dell’acqua) DEVONO essere reinvestiti nella rete, che è l’infrastruttura che necessita costantemente di manutenzione, riparazioni, interventi, affinché tutti abbiano l’acqua che serve e affinché ne sia sprecata sempre meno!
Se si separa la rete dal servizio ci sarà un soggetto che fa utili (il gestore privato), facendo pagare più cara la fornitura dell’acqua e un soggetto perennemente in passivo (il comune, cioè tutti NOI), continuamente costretto a spendere per la manutenzione della rete e –di conseguenza- ad aumentare il canone di gestione al soggetto privato, che così aumenterà nuovamente le tariffe di fornitura, e così via.
Perciò teniamo alta la guardia e prepariamoci alla prossima battaglia di sensibilizzazione: il 12 e 13 giugno TUTTI A VOTARE “Sì”!


Consiglio di lettura: THE VATICAN CONNECTION, di Richard Hammer; Pironti editore, 1983. Se vi siete appassionati a VATICANO S.P.A. (Nuzzi, Chiarelettere 2009), non potete perderVi questo: la storia della commissione, da parte del Vaticano, di una partita di azioni e titoli falsi confezionati dalla mafia di New York, con l’FBI che scopre il trigo e manda gli ispettori a San Pietro a interrogare i Monsignori. Naturalmente in gabbia ci finirono solo i manovali, cioè quelli che avevano stampato le azioni fasulle e gli intermediari dell’operazione; però la storia completa (i fatti risalgono ai primi anni ’70) è davvero degna di nota.

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